Anteprima
(del servizio in costruzione)
La
Filodrammatica 'Lele Marini' in
pillole
(Entro il mese di Dicembre e comunque prima
di Natale, verranno aggiunte foto, locandine e dei filmati)
La
compagnia nasce grazie alla volontà dell’Associazione Culturale “Noi
della Rocca” di Santarcangelo di portare
avanti la tradizione teatrale
fondata dal conte Gaetano Marini che dagli anni ’30 agli anni ’60 diresse la
Filodrammatica
tanto apprezzata e seguita da tutto il paese.
Così
fu. La compagnia si è formata sotto la direzione di Liana Mussoni e vede al suo interno persone che provengono
da
varie esperienze teatrali, addirittura anche persone che avevano recitato da bambini con il conte Lele Marini e che
ora sono tornate a farlo con la stessa
energia e passione.
brillante Da
giovedì a giovedì di Aldo De Benedetti: un autore molto caro al conte
Marini.
Voci
in viaggio. Questo spettacolo, rimesso in scena a Verucchio il 4 dicembre 2004,
e al Palazzo Marcosanti di
Poggio Berni il 22/10/2005, utilizza vari linguaggi
espressivi (canto, recitazione in dialetto, in italiano e in francese,
teatrino
di ombre cinesi, burattini, musica dal vivo) per raccontare la storia di Rico e
Zaira e di altri personaggi protago-
nisti di poesie di T. Guerra, diventate
canzoni grazie a Liana Farolfi di Forlì che le ha musicate con grazia e
ispirazione.
Su
queste poesie/canzoni erano già stati costruiti due spettacoli: Angeli
e gatti sull’albicocco (rappresentato a Santarcangelo in occasione
della festa dei balconi fioriti nel maggio 2003) Dove
scorre acqua di nuvole (Teatro A.
Mariani di Sant’Agata
Feltria-maggio 2003).
italiano di
Aldo De Benedetti: “Non ti conosco più”
che ha avuto tre repliche riscuotendo grande successo di pubblico.
Nel
giugno 2004 i filodrammatici hanno recitato insieme a Ivano
Marescotti all’Anfiteatro Romano di Rimini, per la rassegna Antico
Presente, nello spettacolo “E’
sburòun”, ovvero la versione in vernacolo curata da Rina Macrelli,
del Miles Gloriosus di Plauto,
presentata in forma di lettura scenica nella riduzione di Gianfranco Miro Gori.
13 gennaio
2005 al Teatro Supercinema di Santarcangelo con il titolo “E’ sburòun. Storia di un
Miles…Gloriosus”.
Vista la
grande partecipazione di pubblico ne è stata fatta una replica il 3 marzo 2005
ed è stato realizzato un divertente video con il materiale relativo al
girato dietro le quinte dello spettacolo, curato da Marco Giorgi intitolato “E’
spadòun e
cèula ovvero tagliando e ritagliando e sburòun”
presentato il 10 maggio in biblioteca a Santarcangelo. Di questo
spettacolo è stata realizzata anche una mostra fotografica a cura di
Marco Castelli.
di poesie, canzonette e cretinate dal dolce sapore rétro, un
“minestrone di sciocchezze, baci, smorfie, letterine e…
parole in libertà”,
da gustare con leggerezza ed ironia.
la sua irrefrenabile produzione di colmi,
lazzi, freddure e fiori di ogni genere, ma non mancano i poeti
santarcangiolesi
come Baldini e Guerra e l’incursione di stacchetti musicali,
jingle e canzoni d’epoca sia italiane che francesi cantate dagli
attori con
musica dal vivo eseguita al pianoforte da Mattia Guerra.
divertente lavoro di Aldo de
Benedetti: “Due dozzine di rose
scarlatte”, forse la più famosa commedia dell’epoca
dei cosiddetti “telefoni bianchi” che anche se è stata scritta negli anni ’30, rimane
comunque di estrema attualità per il contenuto moderno e universale che viene
imbastito su situazioni paradossali ed esilaranti, messe ancor più in evidenza
dal nuovo frizzante e raffinato adattamento curato da Marco Giorgi e Liana
Mussoni.
del grande successo de “L’avaro”
di Molière nel vivace adattamento curato dalla regista e mirato a coinvolgere
il più possibile il pubblico in una atmosfera di divertimento e naturalezza
espressiva. Notevoli i costumi realizzati dalle mani
d’oro di Pia Mussoni e
Marzia Cantoni e la scenografia su progetto di Mauro Dallonda. Per l’occasione
è stata anche
scritta da Rosetta Tolomelli una canzone originale, cantata e
suonata dal vivo dagli eclettici attori che a volte si sdoppiano e recitano la
parte di due personaggi dando prova così anche delle loro doti musicali.
in strada con una nuova veste per coinvolgere
il pubblico in un divertente e colorato gioco scenico e musicale nella
bellissima cornice medievale della scalinata di via della Costa. Il titolo
diventa “L’avaro in pillole”
perché fruibile in piccole scene di 10 minuti circa l’una, scelte a caso dal
pubblico da un magico cappello e colorato dalle musiche e canti dal vivo
degli
eclettici attori che per l’occasione diventano anche cantastorie.